Cuore o cervello

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Oggi è il giorno dedicato a festeggiare gli innamorati, ed è anche dedicato alla sensibilizzazione delle Cardiopatie congenite, bene tutto ci porta al cuore. Fai le cose con il cuore… quante volte ho sentito dire questa frase, ma cosa significa? Quando so che sto facendo le cose con il cuore? Io voglio fare le cose con il cuore, ma cosa mi può far capire che sto facendo le cose con il cuore?

L’unica risposta che riesco a darmi è: quando sento pace, quando la mia mente non continua a far passare diapositive strane, che vanno dal passato al futuro, quando sono nel presente qualsiasi cosa stia facendo, quando la mia mente elabora strategie e me ne accorgo,  riesco a fermarla e gli ricordo che l’universo si occupa di me, e dico resta nel cuore.

Le nuove neuroscienze hanno definito che noi abbiamo ben tre cervelli: cervello encefalico, cervello enterico, cervello cardiaco. Ognuno di loro ci parla ma noi facciamo ancora fatica ad ascoltarli, iniziamo con la consapevolezza i averli, e proprio nel cuore risiede la consapevolezza.

Di seguito vi lascio un estratto di un interessante articolo “L’intelligenza del cuore” trovato sul sito www.esperienza benessereitalia.it

A Domani

Romina

Cuore

Connessione energetica (interazioni elettromagnetiche): il cuore possiede un campo elettromagnetico 5000 volte più potente di quello del cervello, ed è di fatto più potente di quello di tutti gli altri organi del corpo. Il cuore produce da 40 a 60 volte più bioelettricità del cervello. Questa energia elettrica pervade tutte le cellule del corpo fisico, creando un legame tra esse. Interessante notare che questo campo reagisce agli stati emozionali, quando siamo turbati il campo diventa caotico e disordinato, si parla in termini scientifici di spettro incoerente; invece quando si provano emozioni positive come la gratitudine, la compassione, il campo assume un aspetto più ordinato, si ottiene il cosiddetto spettro coerente. Il campo elettromagnetico del cuore si estende tutt’intorno al corpo fino ad una distanza di 2-4 metri, l’informazione energetica contenuta nel cuore viene ricevuta da tutte le persone e le forme di vita che ci circondano.

I risultati di più studi (pubblicati nel 1995 sull’American Jurnal of cardiology da McCraty e colleghi) dimostrano che lo schema del ritmo cardiaco riflette lo stato emotivo della persona. È stato dimostrato che il cuore esercita un’influenza significativa sulle funzioni del cervello e di tutto il corpo fisico e sugli stati di coscienza.
Il cuore è l’oscillatore principale del nostro organismo. Secondo il principio di risonanza, quando tutto il nostro organismo è in “risonanza sincrona” con l’oscillatore più potente (cioè il cuore) all’interno del nostro organismo creiamo in maniera naturale uno stato di coerenza biologica perfetta che ottimizza il nostro funzionamento ad ogni livello, psico-fisico-spirituale.
Quando il cuore, è in grado di imporre il suo ritmo, tutti gli altri sistemi oscillatori del corpo, a tutti i livelli, sono automaticamente armonizzati fra loro dal ritmo principale. Vengono allora ottimizzate tutte le loro funzioni specifiche.

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